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>ANSA-IL-PUNTO/COVID: Veneto adesso rischia zona arancione

(ANSA) – VENEZIA, 13 GEN – Ospedali quasi al limite, ma è
ancora la soglia dei ricoveri Covid in area medica, al 25%, a
tenere il Veneto in area gialla. Se però il trend delle
ospedalizzazioni non si ferma il passaggio in arancione – con le
restrizioni conseguenti – potrebbe essere dietro l’angolo. L’ha
fatto capire senza giri di parole il governatore Luca Zaia., nel
consueto punto stampa sul Coronavirus.
    La giornata si è aperta con dati’ sul contagio meno pesanti
rispetto ai bollettini degli ultimi giorni: 17.956 nuovi casi di
positività nelle ultime 24 ore, con un’incidenza dell’11,71% su
153.357 tamponi. Drammatico invece il conteggio delle vittime,
38 in un solo giorno. Numeri che aggiornano a 830.517 il totale
degli infetti dall’inizio della pandemia, e a 12.659 quello dei
decessi. In crescita sono anche i ricoverati: 1.808 pazienti
(+32) Covid, dei quali 1.602 (+36) in area non critica e 206
(-4) in terapia intensiva.
    Il punto della situazione l’ha fatto il governatore. Il
Veneto presenta adesso un Rt di 1,34, un’occupazione di malati
in area medica del 25% e in terapia intensiva del 20%. “I dati
epidemiologici – ha spiegato- ci dicono che non saremmo in area
arancione. Ma quello della terapia intensiva, 20% , è un dato da
zona arancione. In area medica ci mancano 5 punti. Se però il
trend continua come in questa settimana c’è il rischio di
avvicinarci all’arancione”.
    L’analisi si è spostata quindi sulle vaccinazioni – “ormai
facciamo 50mila somministrazioni al giorno” – e sull’efficacia
della terza dose: ” la booster sta funzionando – ha detto Zaia
– siamo a 2.167.00 dosi somministrate. Funziona e lo vediamo
nell’inversione che sta avvenendo nelle terapie intensive. Nei
primi 13 giorni di gennaio abbiamo avuto +41% di presenze di non
vaccinati nelle terapie intensive rispetto al mese precedente, e
-8% invece di vaccinati”. “Se togliessimo i non vaccinati dalle
intensive – ha aggiunto – il Veneto sarebbe in zona bianca;
avremmo solo 42 pazienti vaccinati ricoverati in intensiva,
visto che i non vaccinati sono oltre l’80% dei ricoverati in
questo reparto”.
    Un appello poi alle persone che si convincono di potersi
curare da soli: “sbagliano quelli che pensano che ci si cura a
casa, da soli – ha detto Zaia – Abbiamo pazienti che arrivano in
ospedale all’ultimo istante. E il 25% perde la vita in terapia
intensiva”. Quando alle vaccinazioni pediatriche, il 25,5% dei
bambini nella fascia d’età 5-11 anni ha già ricevuto la
somministrazione del siero contro il Covid. Nel fine settimana
le Ulss del Veneto riproporranno per le famiglie dei ragazzi
l’open day vaccinale, ad accesso diretto.
    Intanto arriva dal’Istituto Zooprofilattico Sperimentale
delle Venezie (IZSVe) la scoperta in Veneto di due casi di
co-infezione Delta e Omicron, appartenenti a un paziente
residente in provincia di Padova e uomo della provincia di
Trento. “Effettivamente nel sequenziamento si trovano sia le
mutazioni della variante Delta che quelle della Omicron – spiega
Antonia Ricci, direttore generale dello Zooprofilattico – ma
questo non è dovuto alla presenza di una nuova variante bensì
alla presenza contemporanea sia della Delta che della Omicron”.
    (ANSA).
   

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